sabato 11 maggio 2013

tristezza vera

che paese è questo in cui viviamo
con politici e ministri che manifestano contro magistrati
con ex uomini che ti inseguono con un ascia
o pagano qualcuno per farti sfigurare
con gente che dorme fuori a un centro commerciale, per comprare un cazzo di telefono sotto costo
è un telefono
un telefono
solo un telefono.
che paese è quello in cui chi dovrebbe non ascolta
mentre noi
qui
siamo su un piano inclinato
e andiamo a rotoli
sempre più veloce
sempre più giù

sono triste per noi

23 commenti:

  1. tristezza vera sì, e rabbia anche. Molta.

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    1. tra poco li guarderemo da lontano.
      e saremo sempre tristi.
      ma almeno meno incazzati.

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  2. E quello che a me più ammazza è la perdita della speranza.

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    1. la mia se la sono presa mesi fa.

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  3. La tristezza è uno stato d'animo sottovalutato. Serve.
    Tipo ME.

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  4. avevo letto e scritto, ieri. poi ho fermato l'invio.
    oggi ho avuto una visione, come fosse un film, o un libro tipo quelli di ammaniti.

    finisce la giornata, in parlamento, e quelli escono sulla piazza.. e non c'è nessuno.
    il vuoto. il mondo se ne è andato. emigrato, lontano, via, via, semplicemente altrove.
    l'edicolante è andato in norvegia, il vigile in belgio, il barista in nuova zelanda.
    tutti via. e si sono portati via i loro vecchi, i loro figli, i loro animali.
    e la natura si sta impossessando delle strade, mangia l'asfalto, gli acquedotti sono fuori uso.
    e quelli che si guardano attorno accigliati e si incazzano e si dicono non è modo, e un paio di loro cominciano a pensare a come fare questa volta, che l'hanno sempre raddrizzata, la realtà.
    si potrebbe ad esempio mettere una tassa sulle case vuote. una tassa sulle assenze, una tassa sulle tasse non pagate e una tassa di emigrazione. bisogna fermare gli aerei e i treni, che la gente non può mica andarsene così, da questo paese, che a noi qui chi ci mantiene.
    e si accampano sulla piazza e cominciano a litigare su cosa si fa e cosa non si fa. e accendono un falò, e piano viene la notte.
    e mentre questi si accapigliano su chi deve presiedere la nuova commissione d'emergenza, piano si avvicinano i lupi, i serpenti, i predatori della foresta che, convinti dalla fame ad entrare in città , cominciano a sentire l'odore di carne ancora viva.
    non continuo, non voglio vedere come continua lì, preferisco andare a fare surf con il barista, che qui ad Auckland ci sono le onde buone.


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    1. mi piace molto.

      posso fare il lupo, io?

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    2. ma certo. ;)
      però quando hai finito raggiungici alla spiaggia, che si fa in tempo a prendere qualche onda, ancora.
      e poi mojito come quella volta. (c'è sempre una volta con un mojito, sempre).
      e questo ti piacerà anche di più.

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    3. saggio red.

      che mi fa venire voglia di rum.

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    4. cara v.,
      un uomo capace di farti venire voglia di rum è molto più che saggio.
      è fortunato. ;)

      e se stai sorridendo sono io che rido molto, 'sto giro.

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    1. anche i commercialisti piangono.

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    2. fare il commercialista in italia nel 2013 è come fare il medico in tempo di pandemia: non puoi mai dare una buona notizia, mai.

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    3. io li odio, i commercialisti.

      presenti esclusi.

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    4. Io sono atipico, farei tatuare in testa ad ogni commercialista, all'abilitazione, l'articolo 53 della Costituzione.

      Diamo brutte notize, sempre, ma anche il contribuente ci mette del suo, come il mio fegato può testimoniare.

      In caso di necessità, chiamatemi, come un medico specialista, rispondo alle chiamate di emergenza.

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  6. sarebbe sufficiente solo mischiare gli elementi e tutto assumerebbe una veste diversa:

    il tizio con l'ascia insegue politici e ministri;
    quelli che sfigurano, dormono fuori al centro commerciale per sfigurare un cellulare...

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    1. ma purtroppo questo non è un racconto dell'assurdo.
      è la nostra vita.
      e io non mi diverto più tanto.

      (inutile dire che la storia dell'ascia la appoggio moltissimo)

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  7. mal di testa perenne e incurabile.

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