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mercoledì 13 maggio 2015

@

sono appena passata fuori al baretto a falcone.
c'è il sole.
ci sono 24 gradi.
vorrei uno spritz.
mancanza.

mercoledì 14 gennaio 2015

lo sai che ti amo?

lo sai che ti amo?
si.
e lo sai quanto ti amo?
si.
e quanto?
tantissimo.
e tu? tu mi ami?
si.
veramente?
ufffffff. te l'ho già detto prima, nel letto. non te lo dico più. non me lo chiedere più mamma.




ecco. quello che nessuno ti dice è come i figli ti riducano all'elemosina.

sabato 2 agosto 2014

la logica incontrovertibile dei bimbi

mamma ho lasciato il pallone in piscina. e se vengono i ladri?
amore, i ladri non rubano il pallone. rubano tv, stereo, quadri. non rubano i palloni.
ma hanno le chiavi?
no amore.
e allora come sono entrati?
hanno rotto una porta e sono entrati.
e poi l'hanno aggiustata?
no amore, l'abbiamo aggiustata noi.
e se la rompono di nuovo e tornano?
no amore, hanno rubato già tutto quello che c'era da rubare. non torneranno.


silenzio. lunghissimo.


mamma. i ladri hanno i figli?
amore i ladri sono persone. qualcuno li ha, qualcuno no. come tutti.
mamma, e allora i ladri li rubano i palloni. per i figli.


e ancora mi stupisci. ogni volta. sempre.

giovedì 19 dicembre 2013

prima recita di natale del mio bambino.
domani.
grosse emozioni, grosse aspettative.
solo che lui fa la palma.
cioè, la palma.
la palma l'albero per capirci.
e niente.
lo amo lo stesso io.
però.
la palma.
dai.
siamo seri.
la palma.

martedì 19 novembre 2013

c'est tout





ci sarebbe la leggerezza di partire in due, di nuovo, dopo anni.
ci sarebbe uno zainetto minuscolo.
si potrebbe raccontare di un aereo che non riesce ad atterrare. e le preghiere di un'atea che vuole rivedere i suoi figli. e due ore che diventato sei.
potrei dirvi di birre pomeridiane come se avessi ancora vent'anni.
o di bagel col formaggio.
ci sarebbe poi da parlare dei jardin du luxembourg, e tappeti gialli che scricchiolano sotto i tuoi piedi.
o anche dei gradini, milioni, della torre di ferro. 720 in realtà. più 720 a scendere. ma quelli non contano, no?
poi c'è il freddo. e cappello. calze. sciarpa. guanti. 
potrei provare a dire dei baci e degli abbracci e delle strette e dell'amore trovato a casa ad aspettarmi. come se fossi stata via dei mesi, invece che due giorni. (no mamma, tre giorni)
e il pain au chocolat. tanti pain au chocolat.
ci sarebbero mille altre cose, tutte chiuse strette strette in due giorni piccoli piccoli. due giorni voluti, aspettati, meritati.
ci sarebbero tutte queste cose, da raccontare.
e poi c'è anche che tutto questo, noi, lo abbiamo fatto in bici. gran parte.
su delle fantastiche bici dal colore indefinito che trovi ad ogni angolo di strada. 
ci sarebbe da raccontare.
la gioia. 
la gioia di andare e quella di tornare.


mercoledì 9 ottobre 2013

3.le perle del vandalo


'mamma.
tu quando ti arrabbi non sei affatto divertente.'


come dargli torto, poi.

martedì 30 luglio 2013

va tutto bene

i miei uomini sono andati al pub stasera.
soli.
no mamma, tu no. è una cosa tra uomini.
le donne a casa.
a mangiare sbobbe da mocciosi e a vedere film e a coccolarsi come non si può quando c'è il vandalo in giro.
e poi la dietologa mi ha dato mezzo litro di birra a settimana.
che è una birra media. ma se dico mezzo litro mi sembra tantissimo.
e non pesavo così poco da cinque anni.
e compro vestiti e gonne e costumi.
e leggo roba figa.
e domani esco.
e venerdì pure, coi bimbi dai nonni.

insomma. va tutto bene credo.

domenica 23 giugno 2013

fratelli

e poi li vedo correre mano nella mano.
li vedo parlottare di cose incomprensibili.
li vedo abbracciarsi all'improvviso, al centro della stanza, e baciarsi.

e improvvisamente non sono più stanca, ma solo felice.

mercoledì 13 marzo 2013

mamma?


mammaaaaaaaaaaaaa?

dimmi amore (distrattamente. dovete immaginarla distratta la risposta)

mamma. il mio pisellino mi fa male.

devi fare la pipì? (già più attenta ora. non molto, giusto un po')

no mamma. il mio pisellino è di legno.
.
.
.
.
non ci pensare amore. se ti distrai passa.


sabato 22 dicembre 2012

ti amo anch'io

buio, sera, abbracciati in un letto enorme. trattengo il respiro, ascolto, e trattengo il respiro.

piccolina mia

mentre mi accarezza la testa

amore mio

mentre mi bacia la nuca

mi sei mancata oggi

mi mantenevo per non farlo smettere, ma sul mi sei mancata ho riso forte. e lui gongolava.
ma dove le sente certe cose quel nano malefico di mio figlio??


mercoledì 19 settembre 2012

ci penso

ci penso. ogni giorno, ogni santo giorno.
per un motivo. o per un altro.
quando mi fanno incazzare.
quando non mi fanno dormire quanto vorrei.
quando vorrei andare al cinema.
quando vorrei mettere lo smalto, e ci vogliono settimane.
quando vorrei vedere i miei amici.
quando urlano.
quando piangono.
quando vorrei del tempo che sia solo mio.
quando la sera dormono, e io sono troppo stanca anche solo per pensare di fare una delle mille cose che ho rimandato a quando avrebbero dormito.
quando la sera sono troppo stanca anche solo per cenare.
quando ci addormentiamo prima di loro.
quando è il compleanno, perché odio le feste di bambini ma mi hanno detto che rubare una foto con la torta di un'altro bambino e metterci la faccia dei tuoi figli non è etico.

ci penso a tutto quello che non faccio più. e a tutto quello che farei, perché mi manca eccome.

ma.
è un attimo. vedo quella mano. piccola e grassoccia. e non è perché è tenera, non è perché è piccola.
è perché è l'esatta fotocopia della sua mano. è quello che mi fotte, ogni volta. trovare pezzi di noi in questi due esserini minuscoli.
ora è la mano. poi è il profilo. o una fossetta.
è scoprirne una ogni volta, nel suo ripetersi da madre a figlio, da te a lui. e ogni volta è sconvolgente la forza di questa rivelazione.
che quei due li hai fatti tu. li hai fatti proprio fatti, come creta. non c'erano, e poi c'erano. crescono, ed è un miracolo che si ripete ogni giorno, sotto i tuoi spesso distratti occhi.

e allora si F., ci penso. ogni giorno. ma senza voler essere altrove mai, neanche un momento.
che è questo che da un senso a tutto il resto.
e credimi, è il senso della vita. davvero.

e ora vomitate pure.

mercoledì 12 settembre 2012

solo un anno

un anno fa dovevo convincere un ragazzino abbronzato di essere in travaglio.
era un anno fa che 'senti, qui non c'è traccia di contrazioni. va' a casa, rilassati'
era un anno fa che 'senti, lo so com'è una contrazione. chiama un dottore. uno vero. il mio, per esempio.'
un anno fa mentre andavo mi sono fermata a comprare un gelato. cono grande crema catalana e miele e mandorle. con cioccolato fuso e panna. e non avevo fazzoletti in macchina e sono arrivata in clinica sporca da fare schifo. senza vergogna.
un anno fa non ho dovuto neanche chiamare i miei, chè stavano un piano più su da mio fratello che diventava padre.
era un anno fa che due ore dopo ero in sala parto, a implorare un'epidurale che non è mai arrivata.
era un anno fa che a un certo punto ho deciso di non voler più partorire. e allora mi sono avvilita. che come fai se non vuoi partorire. ma era l'unica cosa che riuscivo a pensare, non la voglio fare.
un anno fa pensavo al mio bambino, a casa con la nonna. che se si svegliava io non c'ero. che per tre giorni non c'ero.
e poi tornavo a casa con una sconosciuta.
era un anno fa che 'la placenta non esce, dobbiamo addormentarti'.
un anno fa mi dicevano che non avrei dovuto più fare figli.
che io non ne voglio più, ma.
un anno fa diventavo madre per la seconda volta. come se fosse la prima. forse è sempre come se fosse la prima.
era un anno fa che a quest'ora la iena non c'era. e poi c'era.

ed è un anno che provo a farti da madre. chè sei difficile, diffidente.
chè sei mai contenta, sempre incazzata. e chissà a chi somigli.
e vorrei dirti che io ci sto provando. che non è facile. che non è vero che ce l'hai dentro.
lo devi imparare.
ad amarli i figli. a capirli. ad esserci.
ad essere severa ma giusta.
dolce e ferma

a diventare madre rimanendo la donna che eri.

e allora perdonami.
per tutte le volte che non sono paziente.
per tutte le volte che non ti sorrido.
per quando non ti vedo.
per quando non sono all'altezza.
per le volte che non ti sento.
per tutte le volte che vorrei essere altrove.

perdonami, chè la tua mamma sta imparando. chè la tua mamma sta crescendo, insieme a te.
perdonami ma non dubitare mai di essere la cosa più importante della mia vita.

tanti auguri Sara. buon compleanno amore mio.

martedì 7 agosto 2012

di noi

latte e pane?
si. e anche coca e yougurt.
non posso, sono già fuori.
.
.
.
ah, okkei.


ecco, io credo che è per cose così che chi non divorzia è un eroe.
perchè io avrei dovuto dire e che cazzo mi hai chiamato a fare. e invece ho detto ah, okkei.
ma.
quante conversazioni così puoi 'gestire' in una vita sola.
non lo so. credo non molte altre, io.

giovedì 5 luglio 2012

vì vs romeo 1-0

ieri sera.
la iena dorme.
lui è a lavoro.
io e il vandalo sul divano. ci baciamo, ci accarezziamo. e guardiamo gli aristogatti.
a un certo punto:
mamma cuada, cuada! meeeeeeo! (con entusiasmo)
amore, romeo? è molto bello. ti piace?
tiiiiiiiiiiiii (braccia alzate in segno di esultanza)
anche a me piace molto amore. è il tuo preferito?
no. (secco. con tutta la serietà del mondo)
e chi è il tuo preferito tesoro?
mamma.

eh. qui si gongola. è da ieri che si gongola.





p.s.: il banale sostiene di avere inventato lui il titolo del post. non di questo, ma il 'vs' in genere. lo cito, così non rompe il cazzo.

martedì 19 giugno 2012

la notte



la notte è calda, la notte è lunga, la notte è magnifica per ascoltare storie.   
antonio tabucchi

c'è della dolcezza stasera in giro.

sabato 5 maggio 2012

nostalgia

ogni volta che provo a scrivere di lei mi blocco.
non so mai dove voglio arrivare.
non so mai neanche da dove cominciare.
la mia più cara amica e mi sembra tutto sempre poco o niente o troppo.

è solo che mi manca ecco.


venerdì 6 aprile 2012

prima e dopo di me


vi ho visto arrivare da lontano.
mano nella mano.
occhi negli occhi.
felici. sorridenti. belli.
e non so se mi ha commosso più tuo nonno, così fiero nel camminare al tuo fianco.
o tu amore mio, così minuscolo e già così grande.

mercoledì 4 aprile 2012

della giustizia divina

sarà stato il concerto. bello bello. che non te lo godrai, tutto il tempo lì a pensare ai bambini. e invece..
o la pizza che abbiamo mangiato dopo, che è finito presto forse facciamo a tempo a mangiare qualcosa senza neanche chiamarla la nonna (vigliacca v.).
o che ho parlato di felicità. ne ho parlato, ne ho scritto, l'ho pensato. troppo forte.

e quindi la Iena ha la febbre a 39. povera.
da due giorni.
e visto che domenica è pasqua aspetto il contagio.
che puntuale colpirà il Vandalo venerdì notte...