Stamattina ho portato la prole dalla pediatra, la dottoressa Himmler.
Pesata la Iena, che cresce poco poco da quando è nata e da chi ha preso non si sa che io se respiro un po' più veloce ingrasso. E ultimamente a quanto pare respiro molto veloce. Ma questo non c'entra.
Appurato che il Vandalo era venuto solo a passeggio come le ultime cinque volte (Vandalo vuoi farti visitare? no gasssssie maaaaamma).
Discusso di vacanze, tempo, politica.
Chieste tutte le informazioni di rito su amici e parenti (che la nazista era la MIA pediatra...)
Ci sediamo.
"Dottoressa, non vorrei più allattarla."
Gelo nella stanza.
Ora. Oggi sono due anni e otto mesi che sono incinta.
O allatto.
O sono incinta.
O allatto.
Ininterrottamente.
Non ne posso più, ecco.
E credo che sei mesi e mezzo di latte materno siano più che sufficienti.
E credo che dopo quasi tre anni vorrei poter prendere un antidolorifico se ho mal di testa invece di tenermelo.
E credo che vorrei anche andare a togliere quel dente maledetto che mi fa malissimo da due anni, ma che l'anestesia....
E andare in palestra senza preoccuparmi dell'acido lattico.
E bere una birra senza sentirmi in colpa.
E lavarmi i capelli senza vederli cadere a decine.
E farmi ricrescere le unghie.
E farmi un tatuaggio.
E mettermi a dieta.
E risentirmi una donna.
E riprendermi il mio corpo.
Che io vi adoro bambini miei, ma mi state stremando.
E la gravidanza è dura, non è proprio quel bel periodo che dicono. Che infatti di solito sono gli uomini a dirlo.
E l'allattamento è anche peggio, che ti prosciuga ogni energia.
E però.
Io lo so che ne ho tutti i diritti.
E però quel gelo.
Mi ha fatto sentire veramente una madre di merda.
Ecco.