'rocco e i suoi fratelli, buonasera'
'eh, ciao. è possibile avere due pizze?'
'......non puoi venire tu?'
l'hanno detto davvero.
li ho amati.
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giovedì 29 maggio 2014
venerdì 28 febbraio 2014
sono brutta
ma talmente brutta, talmente brutta, talmente brutta che in palestra mi metto le cuffie, a volte, senza musica. solo per non farmi rivolgere la parola da nessuno.
chè mi porto un libro.
che però non basta, da solo, e allora magari uno ti rivolge lo stesso la parola. non sapendo che sei brutta. e quanto.
e allora io mi metto anche le cuffie. senza musica.
brutta eh?
chè mi porto un libro.
che però non basta, da solo, e allora magari uno ti rivolge lo stesso la parola. non sapendo che sei brutta. e quanto.
e allora io mi metto anche le cuffie. senza musica.
brutta eh?
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mercoledì 26 febbraio 2014
i tolleranti.
che poi, mi chiedo, ogni volta che ne incontro uno.
ma è tutto vero?
può essere tutto vero?
può esistere chi ama tutti, trova tutti belli. e simpatici. e che hanno almeno una cosa di positivo a cercarla.
è che non mi fido di voi, sappiatelo.
di te.
non possono piacerti tutti. no no.
non puoi essere tutta sorrisi e chiacchiere e baci e abbracci e.
quindi no.
non mi fido.
e non mi piacerai mai, temo.
(e comunque, se proprio vuoi saperlo, io non voglio proprio cercarle le cose belle nella gente. scavare laggiù in fondo, nella melma del malumore e della bruttezza e dei fallimenti.
nell'angoscia del non fatto e del vorrei ma non posso che tutti hanno là nel centro dell'anima.
dove forse si nascondono le qualità e le bellezze. forse.
a me, la gente, o mi piace subito o no. e addio.
e raramente mi piace.
di solito mi annoia.
o mi irrita.
o mi mette tristezza.
o tutto insieme.
e lo so che morirò sola.)
ma è tutto vero?
può essere tutto vero?
può esistere chi ama tutti, trova tutti belli. e simpatici. e che hanno almeno una cosa di positivo a cercarla.
è che non mi fido di voi, sappiatelo.
di te.
non possono piacerti tutti. no no.
non puoi essere tutta sorrisi e chiacchiere e baci e abbracci e.
quindi no.
non mi fido.
e non mi piacerai mai, temo.
(e comunque, se proprio vuoi saperlo, io non voglio proprio cercarle le cose belle nella gente. scavare laggiù in fondo, nella melma del malumore e della bruttezza e dei fallimenti.
nell'angoscia del non fatto e del vorrei ma non posso che tutti hanno là nel centro dell'anima.
dove forse si nascondono le qualità e le bellezze. forse.
a me, la gente, o mi piace subito o no. e addio.
e raramente mi piace.
di solito mi annoia.
o mi irrita.
o mi mette tristezza.
o tutto insieme.
e lo so che morirò sola.)
lunedì 10 febbraio 2014
ma se
lo chiamate selfie, poi, vi sentite meno ridicoli nel fotografarvi da soli?
vi invidio.
vi invidio.
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martedì 22 gennaio 2013
delle banche
scopriamo oggi che mia nonna, 96 anni, NO VAN TA SEI ANNI, è andata in banca accompagnata da non si sa chi, forse una nipote, e ha vincolato dei soldi. ha comprato dei titoli. ha fatto degli investimenti.
poche settimane fa.
a novantasei anni compiuti da pochi giorni.
ora.
mio padre, che ha la delega sul conto, trova questi soldi in meno e chiede.
l'omino allo sportello, dopo un po' di nonsononpotreimaforsemaleièmapoilasignora si lascia scappare di avere consigliato lui alla nonna di diversificare.
cioè.
tu, omino della banca, vedi arrivare questa distinta signora di 100 anni.
cento anni cazzo ci rendiamo conto???
e credi sia una buona idea suggerirle di investire un po', così, signora facciamoli fruttare 'sti soldi.
me lo immagino.
che le avrà detto poi?
le avrà prospettato guadagni a due tre anni?
mentre a 100 anni si ragiona a due tre giorni alla volta.
comunque.
non riesco a smettere di sorridere mentre me li immagino là a discutere di investimenti e di futuro.
un applauso va alla nonna.
ma tutta proprio tutta la mia stima a lui, l'omino.
hai vinto, genio.
poche settimane fa.
a novantasei anni compiuti da pochi giorni.
ora.
mio padre, che ha la delega sul conto, trova questi soldi in meno e chiede.
l'omino allo sportello, dopo un po' di nonsononpotreimaforsemaleièmapoilasignora si lascia scappare di avere consigliato lui alla nonna di diversificare.
cioè.
tu, omino della banca, vedi arrivare questa distinta signora di 100 anni.
cento anni cazzo ci rendiamo conto???
e credi sia una buona idea suggerirle di investire un po', così, signora facciamoli fruttare 'sti soldi.
me lo immagino.
che le avrà detto poi?
le avrà prospettato guadagni a due tre anni?
mentre a 100 anni si ragiona a due tre giorni alla volta.
comunque.
non riesco a smettere di sorridere mentre me li immagino là a discutere di investimenti e di futuro.
un applauso va alla nonna.
ma tutta proprio tutta la mia stima a lui, l'omino.
hai vinto, genio.
sabato 15 settembre 2012
l'ora della verità
è in quel momento che capisci.
è in quel momento
(non mentre stai morendo. non mentre fai del sesso divino. né mentre ti sbronzi su una spiaggia caraibica)
che ti passa tutta la tua vita davanti agli occhi.
è in quel momento che veramente finisce un'era.
e ti domandi dove hai sbagliato. e ti domandi quando è successo. quando la tua vita si è trasformata in quella cosa lì.
è in quel momento che accetti quello che già avevi intuito, i tuoi figli si sono presi tutto.
e con questo anche la dignità.
lo capisci mentre sei lì, ad applaudire ad uno stronzo in un vasino dalla forma improbabile.
amen.
[ultimamente parlo solo di merda. è che ne siamo invasi, circondati, sopraffatti. e non è una metafora]
è in quel momento
(non mentre stai morendo. non mentre fai del sesso divino. né mentre ti sbronzi su una spiaggia caraibica)
che ti passa tutta la tua vita davanti agli occhi.
è in quel momento che veramente finisce un'era.
e ti domandi dove hai sbagliato. e ti domandi quando è successo. quando la tua vita si è trasformata in quella cosa lì.
è in quel momento che accetti quello che già avevi intuito, i tuoi figli si sono presi tutto.
e con questo anche la dignità.
lo capisci mentre sei lì, ad applaudire ad uno stronzo in un vasino dalla forma improbabile.
amen.
[ultimamente parlo solo di merda. è che ne siamo invasi, circondati, sopraffatti. e non è una metafora]
venerdì 3 agosto 2012
la lingua perduta delle gru
il vandalo ha cominciato a parlare un sacco.
discorsi lunghi.
viene, ti guarda. e racconta cose.
incomprensibili.
tu afferri tipo una parola, e da lì interpreti, inventi, chiedi, giri intorno, sperando ti diventi chiaro almeno l'oggetto della conversazione. e alla fine ti arrendi. e fai finta di capire.
fino a poco fa faceva il timido, non diceva, non ripeteva. e allora mi chiedo cos'è che gli ha fatto decidere invece di poter parlare oggi.
poi ho capito. lui è così sicuro perché sa parlare benissimo.
solo che è polacco.
discorsi lunghi.
viene, ti guarda. e racconta cose.
incomprensibili.
tu afferri tipo una parola, e da lì interpreti, inventi, chiedi, giri intorno, sperando ti diventi chiaro almeno l'oggetto della conversazione. e alla fine ti arrendi. e fai finta di capire.
fino a poco fa faceva il timido, non diceva, non ripeteva. e allora mi chiedo cos'è che gli ha fatto decidere invece di poter parlare oggi.
poi ho capito. lui è così sicuro perché sa parlare benissimo.
solo che è polacco.
sabato 14 luglio 2012
ti svelo un segreto
le birkenstock sono fuori moda da almeno 8 anni. buttale.
quei fantastici e comodissimi e leggerissimi pantaloni tailandesi? se proprio non vuoi appoggiarli vicino ai sandali nel cassonetto abbigliamento, usali per il mare. sono osceni in città.
non puoi guardarmi dall'alto in basso perché tu vai a teatro e io no.
l'andare a mostre di arte moderna, di cui tra l'altro non capisci un cazzo, non fa di te una persona colta.
comprare vestiti di 3 taglie più grandi a tuo figlio, non ti rende geniale. metterà quella maglietta due anni come se non fosse la sua, e quando finalmente sarà della sua taglia sarà una maglietta vecchia. probabilmente bucata.
una mostra di un artista sconosciuto del cazzo che mette un dvd del cazzo in mezzo a una sala vuota e lo proietta su una parete bianca è noiosa. e chiamarla istallazione non renderà il tutto più interessante.
se tu, guardando quella porcata di cui capisci quanto me, ridessi piuttosto che annuire compiaciuto, saresti più simpatico.
fare foto con la reflex non ti rende oliviero toscani. soprattuto se è una digitale e se la tieni impostata su auto. e non ti autorizza a criticare tutto il mondo che nel frattempo fa foto con l'iphone. si chiama progresso.
farti le sigarette col tabacco non ti rende un intellettuale di sinistra. soprattutto se quel tabacco lo compri con i soldi di papà. e hai una carta oro in tasca.
i pantaloni di velluto a coste nel 2012 e sotto gli 80 anni sono considerati parenti strettissimi delle birkenstock.
se la tua casa vale 2milionicazzodieuro non DEVI avere la social card. non è giusto. e sai perché? perché te la pago io.
è vietato vestirsi da ovviesse e voler dare pareri sull'abbigliamento altrui. VIETATISSIMO.
l'invidia è un sentimento brutto, orribile. ma è punibile con la morte se TU che hai la casa al mare, e in montagna, e in campagna rompi il cazzo a me che la domenica scrocco un bagno in piscina a mia zia.
mentre stai in spiaggia non puoi chiamare me per lamentarti. forse hai perso la memoria, ma io sto a lavoro, con una iena ingestibile, con 40 gradi e una madre ingessata. cioè tu puoi pure chiamarmi, quello che non puoi fare è stupirti se da oggi in poi passi nella mia personale classifica da persona media a decisamente cretina.
se i vestiti di tuo figlio sono di seconda terza quarta mano la tua borsa prada deve essere rigorosamente falsa, non c'è storia. che cazzo, ma la coerenza?
ecco. dovevo dirtelo.
non ero arrabbiata con te. ma adesso abbiamo fatto pace.
giovedì 12 luglio 2012
non farlo mai più
io vorrei non essere così. davvero.
vorrei essere una persona migliore.
vorrei provare, per un solo giorno, come ci si sente a essere tutta sorrisi e bacini e cara e tesoro.
la verità è che ci devi nascere.
io non ci sono nata.
io sono schietta, onesta, sincera al limite della maleducazione. e brutta.
e però.
non vengo da te a dirti se stai male combinata come ti combini.
inorridisco in silenzio, io.
ma non devi fare domande, mai.
e chi mi conosce sa.
io ci provo, davvero. mi passa davanti agli occhi, tipo gobbo, la cosa giusta da dire.
e, puntualmente, me ne fotto.
e allora tu, tu che mi conosci da anni, tu che mi vuoi bene, tu che tieni a noi.
perché, perché cerchi soddisfazione per il tuo ego qua da me?
perché pensi sia una buona idea chiedere a me, che mai seppi mentire, se il tuo
nuovo
osceno
inguardabile
imbarazzante
ottocentesco taglio di capelli mi piaccia?
cosa ti fa pensare che a me, punkabbestia ripulita, possa piacere quella acconciatura a onde da ottantenne giovanile? quella pettinatura da madre della sposa di provincia?
non chiedermelo mai più, ti prego.
non farlo. mai. più.
vorrei essere una persona migliore.
vorrei provare, per un solo giorno, come ci si sente a essere tutta sorrisi e bacini e cara e tesoro.
la verità è che ci devi nascere.
io non ci sono nata.
io sono schietta, onesta, sincera al limite della maleducazione. e brutta.
e però.
non vengo da te a dirti se stai male combinata come ti combini.
inorridisco in silenzio, io.
ma non devi fare domande, mai.
e chi mi conosce sa.
io ci provo, davvero. mi passa davanti agli occhi, tipo gobbo, la cosa giusta da dire.
e, puntualmente, me ne fotto.
e allora tu, tu che mi conosci da anni, tu che mi vuoi bene, tu che tieni a noi.
perché, perché cerchi soddisfazione per il tuo ego qua da me?
perché pensi sia una buona idea chiedere a me, che mai seppi mentire, se il tuo
nuovo
osceno
inguardabile
imbarazzante
ottocentesco taglio di capelli mi piaccia?
cosa ti fa pensare che a me, punkabbestia ripulita, possa piacere quella acconciatura a onde da ottantenne giovanile? quella pettinatura da madre della sposa di provincia?
non chiedermelo mai più, ti prego.
non farlo. mai. più.
mercoledì 6 giugno 2012
rossetto e cioccolato
e ti chiedi com'è possibile.
com'è possibile che il primo uomo che ti abbia emozionato, stupito, stranito.
il primo che abbia saputo come prenderti.
che ti abbia fatto dimenticare il resto del mondo.
il primo che sia entrato nella tua testa.
che ti abbia dato i brividi anche solo con lo sguardo.
con la dolcezza dei suoi occhi.
com'è possibile che lo stesso uomo che hai sognato per quattro anni. quattro anni tra le vostre due storie. gli stessi voi due. due anni prima e due anni dopo.
lo stesso uomo che sei riuscita a quasiamare due volte. tu che non avevi amato mai.
ti chiedi com'è possibile che una mattina ti svegli e lo guardi. come tutte le mattine.
e aspetti la tenerezza. la gioia. quel quasiamore.
e non arriva niente.
guardi la tua casa. e capisci che non vuoi andare via. non vuoi andare via con lui.
lui che è uguale a sempre. lui che non si evolve. lui che non cambia.
e ti chiedi com'è possibile che a un certo punto capisci.
a un certo punto e non prima.
a un certo punto e non prima.
ti ci sono voluti otto anni.
otto fottutissimi anni.
per capire.
che.
quell'uomo.
è.
un.
cretino.
che.
quell'uomo.
è.
un.
cretino.
e alla fine ti chiedi com'è possibile. che hai perso così tanto tempo.
senza capire che stavi perdendo il tuo tempo.
con uno che è un cretino.
ecco. per te. che mi devo sforzare per ricordare com'era, stare con te. che sei riuscito a non lasciarmi niente. solo stupore.
è storia vecchia. ma stamattina mi torna in mente. portata da lei.
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venerdì 4 maggio 2012
nonna bisnonna
io ho una nonna. l'unica ancora in vita. che ha 95 anni.
quindi i miei figli hanno una bisnonna.
ragionamento geniale.
comunque.
il Vandalo oggi è andato a casa sua col nonno. mio padre.
ha passato una mezz'oretta con lei.
essendo un bambino affettuosissimo e molto fisico, pur avendola vista al massimo tre o quattro volte, la abbraccia e la bacia molto.
e alle persone anziane queste cose si sa, piacciono.
quindi la nonna lo adora.
e gli ha regalato 50 euro. ma questo non c'entra.
ora, il Vandalo è praticamente muto, se si esclude la parentesi americana che gli ha sciolto la lingua.
il che tra l'altro dimostra che non è che non sa parlare, è proprio che non ha niente da dire a noi. e neanche questo c'entra.
comunque.
nel suo mutismo, tra un abbraccio e un altro, al come mi chiamo io della nonna, domanda a cui nessuno avrebbe mai potuto immaginare seguisse una risposta, nello stupore generale (erano in tre Vandalo compreso, non un pubblico proprio wow) ecco che il Vandalo apre bocca e dice 'nonna vecchia'.
la cosa che più mi ha sconvolto di tutta questa storia non è stata tanto la risposta dell'ingenuo bambino, che da chi l'avrà sentito. né il fatto che per la prima volta abbia risposto a una domanda, che di solito ti guarda con sdegno e passa oltre.
quello che veramente mi ha sconvolto è stato che la quasi centenne nonna gli abbia poi detto, mi è stato riferito non senza una punta di risentimento, 'no Vandalo, non sono io. io sono nonna grande.'
eccoli lì, i punti di vista.
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lunedì 30 aprile 2012
ancora insieme
ieri abbiamo festeggiato i quarant'anni di matrimonio dei miei genitori.
quarant'anni.
e ancora camminano mano nella mano.
ci sono stati anni duri. momenti bui. crisi più o meno profonde. fratture più o meno serie.
ci sono stati momenti di infelicità vera. separazioni più o meno durature.
piatti rotti e porte sbattute.
ricordo notti a piangere, con le urla nella stanza accanto e nella testa perché non si lasciano perché non si lasciano perché non si lasciano ripetuto all'infinito, per coprirle quelle urla.
ricordo io non mi sposerò mai.
ricordo ora mi alzo, mi vedono e smettono. e non smettevano mai.
ma ieri erano là, con figli e nipoti.
e mi sono sembrati felici.
forse è tutto qui. è camminare mano nella mano. ancora. nonostante.
quarant'anni.
e ancora camminano mano nella mano.
ci sono stati anni duri. momenti bui. crisi più o meno profonde. fratture più o meno serie.
ci sono stati momenti di infelicità vera. separazioni più o meno durature.
piatti rotti e porte sbattute.
ricordo notti a piangere, con le urla nella stanza accanto e nella testa perché non si lasciano perché non si lasciano perché non si lasciano ripetuto all'infinito, per coprirle quelle urla.
ricordo io non mi sposerò mai.
ricordo ora mi alzo, mi vedono e smettono. e non smettevano mai.
ma ieri erano là, con figli e nipoti.
e mi sono sembrati felici.
forse è tutto qui. è camminare mano nella mano. ancora. nonostante.
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lunedì 9 aprile 2012
il sabato del villaggio
sabato sera. mezzanotte e poco. interno. luce soffusa. volume del televisore a 4. finalmente la Iena è nella culla. il Vandalo dorme da dieci minuti. dopo aver passato gli ultimi quaranta a strappare capelli dalla radice.
v.: sono distrutta.
lui: ma perché sei sempre stanca? non è che devi mangiare di più?
v. si è svegliata alle nove. alle dieci era a lavoro. alle due a casa. ha cucinato alla Iena che con Lui non si era degnata di aprire la bocca. l'ha nutrita. ha nutrito il Vandalo 'che con me fa storie e non mangia niente'. ha cambiato due pannolini 'che è da stamattina che li tengo io'. ha mangiato un triste intruglio sui toni del verde. ha caricato la lavatrice. ha fatto addormentare il Vandalo. ha guardato l'ora ed erano le quattro. senza aver poggiato il culo su una sedia. si è lavata i denti ed è uscita di nuovo di casa. a lavoro. alle otto e mezza a casa. ha ri-nutrito i figli. ha mangiato un intruglio. ha lottato col Vandalo che non voleva dormire. ha preparato tre litri di brodo vegetale per la Iena. ne ha frullato le verdure. ha provato a dare il biberon alla Iena. si è avvilita. poi si è incazzata. poi si è arresa e le ha dato la tetta. poi la ha addormentata. poi l'ha messa nella culla.
ed è a questo punto che è successo.
v.: sono distrutta.
lui: ma perché sei sempre stanca? non è che devi mangiare di più?
forse era uno scherzo.
v. era troppo stanca per cogliere l'ironia. ma la prima volta che la Iena si è svegliata ha fatto molto rumore. e la seconda gli ha chiesto l'ora. e la terza si è fatta passare l'acqua. e la quarta gli ha dato una gomitata e l'ha svegliato lo stesso. e la quinta gli ha chiesto di tenerla un attimo che doveva andare in bagno. alla sesta ha avuto pietà e si è alzata, lasciandolo dormire.
stamattina Lui sembrava molto stanco.
e v. molto soddisfatta.
e che cazzo.
v.: sono distrutta.
lui: ma perché sei sempre stanca? non è che devi mangiare di più?
v. si è svegliata alle nove. alle dieci era a lavoro. alle due a casa. ha cucinato alla Iena che con Lui non si era degnata di aprire la bocca. l'ha nutrita. ha nutrito il Vandalo 'che con me fa storie e non mangia niente'. ha cambiato due pannolini 'che è da stamattina che li tengo io'. ha mangiato un triste intruglio sui toni del verde. ha caricato la lavatrice. ha fatto addormentare il Vandalo. ha guardato l'ora ed erano le quattro. senza aver poggiato il culo su una sedia. si è lavata i denti ed è uscita di nuovo di casa. a lavoro. alle otto e mezza a casa. ha ri-nutrito i figli. ha mangiato un intruglio. ha lottato col Vandalo che non voleva dormire. ha preparato tre litri di brodo vegetale per la Iena. ne ha frullato le verdure. ha provato a dare il biberon alla Iena. si è avvilita. poi si è incazzata. poi si è arresa e le ha dato la tetta. poi la ha addormentata. poi l'ha messa nella culla.
ed è a questo punto che è successo.
v.: sono distrutta.
lui: ma perché sei sempre stanca? non è che devi mangiare di più?
forse era uno scherzo.
v. era troppo stanca per cogliere l'ironia. ma la prima volta che la Iena si è svegliata ha fatto molto rumore. e la seconda gli ha chiesto l'ora. e la terza si è fatta passare l'acqua. e la quarta gli ha dato una gomitata e l'ha svegliato lo stesso. e la quinta gli ha chiesto di tenerla un attimo che doveva andare in bagno. alla sesta ha avuto pietà e si è alzata, lasciandolo dormire.
stamattina Lui sembrava molto stanco.
e v. molto soddisfatta.
e che cazzo.
domenica 1 aprile 2012
mercoledì 28 marzo 2012
basta
Stamattina ho portato la prole dalla pediatra, la dottoressa Himmler.
Pesata la Iena, che cresce poco poco da quando è nata e da chi ha preso non si sa che io se respiro un po' più veloce ingrasso. E ultimamente a quanto pare respiro molto veloce. Ma questo non c'entra.
Appurato che il Vandalo era venuto solo a passeggio come le ultime cinque volte (Vandalo vuoi farti visitare? no gasssssie maaaaamma).
Discusso di vacanze, tempo, politica.
Chieste tutte le informazioni di rito su amici e parenti (che la nazista era la MIA pediatra...)
Ci sediamo.
"Dottoressa, non vorrei più allattarla."
Gelo nella stanza.
Ora. Oggi sono due anni e otto mesi che sono incinta.
O allatto.
O sono incinta.
O allatto.
Ininterrottamente.
Non ne posso più, ecco.
E credo che sei mesi e mezzo di latte materno siano più che sufficienti.
E credo che dopo quasi tre anni vorrei poter prendere un antidolorifico se ho mal di testa invece di tenermelo.
E credo che vorrei anche andare a togliere quel dente maledetto che mi fa malissimo da due anni, ma che l'anestesia....
E andare in palestra senza preoccuparmi dell'acido lattico.
E bere una birra senza sentirmi in colpa.
E lavarmi i capelli senza vederli cadere a decine.
E farmi ricrescere le unghie.
E farmi un tatuaggio.
E mettermi a dieta.
E risentirmi una donna.
E riprendermi il mio corpo.
Che io vi adoro bambini miei, ma mi state stremando.
E la gravidanza è dura, non è proprio quel bel periodo che dicono. Che infatti di solito sono gli uomini a dirlo.
E l'allattamento è anche peggio, che ti prosciuga ogni energia.
E però.
Io lo so che ne ho tutti i diritti.
E però quel gelo.
Mi ha fatto sentire veramente una madre di merda.
Ecco.
Pesata la Iena, che cresce poco poco da quando è nata e da chi ha preso non si sa che io se respiro un po' più veloce ingrasso. E ultimamente a quanto pare respiro molto veloce. Ma questo non c'entra.
Appurato che il Vandalo era venuto solo a passeggio come le ultime cinque volte (Vandalo vuoi farti visitare? no gasssssie maaaaamma).
Discusso di vacanze, tempo, politica.
Chieste tutte le informazioni di rito su amici e parenti (che la nazista era la MIA pediatra...)
Ci sediamo.
"Dottoressa, non vorrei più allattarla."
Gelo nella stanza.
Ora. Oggi sono due anni e otto mesi che sono incinta.
O allatto.
O sono incinta.
O allatto.
Ininterrottamente.
Non ne posso più, ecco.
E credo che sei mesi e mezzo di latte materno siano più che sufficienti.
E credo che dopo quasi tre anni vorrei poter prendere un antidolorifico se ho mal di testa invece di tenermelo.
E credo che vorrei anche andare a togliere quel dente maledetto che mi fa malissimo da due anni, ma che l'anestesia....
E andare in palestra senza preoccuparmi dell'acido lattico.
E bere una birra senza sentirmi in colpa.
E lavarmi i capelli senza vederli cadere a decine.
E farmi ricrescere le unghie.
E farmi un tatuaggio.
E mettermi a dieta.
E risentirmi una donna.
E riprendermi il mio corpo.
Che io vi adoro bambini miei, ma mi state stremando.
E la gravidanza è dura, non è proprio quel bel periodo che dicono. Che infatti di solito sono gli uomini a dirlo.
E l'allattamento è anche peggio, che ti prosciuga ogni energia.
E però.
Io lo so che ne ho tutti i diritti.
E però quel gelo.
Mi ha fatto sentire veramente una madre di merda.
Ecco.
mercoledì 7 marzo 2012
l'apparenza inganna
Io ascolto musica improbabile. Ecco, l'ho detto.
Non avrei voluto confessarlo, che magari non sarebbe mai venuto fuori.
Ho anche provato a smettere, ma niente.
Mi sono costretta ad ascoltare fighissime playlist di Lui, grande intenditore invece.
Perché credetemi, mi piacerebbe da morire essere uno di quelli che ne capiscono moltissimo, che fanno i sofisticati o che hanno gusti così fighi da fare invidia.
E invece.
Non ho proprio orecchio.
E allora una canzone mi piace e basta, anche se è una merdata. E poi magari un capolavoro riconosciuto non mi dice niente.
Che magari mi vedi arrivare in vespa, giacca di pelle, tatuaggi, scarpe con le borchie, ipod nelle orecchie. E pensi chissà quale rock violento.
E invece c'è Raffaella Carrà che urla a squarciagola un "Pedro" d'annata.
E se posso canto anche. Con zero pudore e pessimi risultati.
Quando aspettavo il Vandalo mi dicevano di mettere delle cuffie vicino alla pancia, che la musica fa bene al feto.
Lui mi implorava di non farlo, che magari Cocciante anche no povera anima.
Ma poi dico io, se la musica è un'arte, e lo è, dovrebbe darti delle emozioni.
E allora penso che va bene qualsiasi cosa, purché ti tocchi, ti commuova, ti diverta...
p.s.: che poi la Carrà non è che proprio mi piace, ma mi mette una tale allegria.....
Non avrei voluto confessarlo, che magari non sarebbe mai venuto fuori.
Ho anche provato a smettere, ma niente.
Mi sono costretta ad ascoltare fighissime playlist di Lui, grande intenditore invece.
Perché credetemi, mi piacerebbe da morire essere uno di quelli che ne capiscono moltissimo, che fanno i sofisticati o che hanno gusti così fighi da fare invidia.
E invece.
Non ho proprio orecchio.
E allora una canzone mi piace e basta, anche se è una merdata. E poi magari un capolavoro riconosciuto non mi dice niente.
Che magari mi vedi arrivare in vespa, giacca di pelle, tatuaggi, scarpe con le borchie, ipod nelle orecchie. E pensi chissà quale rock violento.
E invece c'è Raffaella Carrà che urla a squarciagola un "Pedro" d'annata.
E se posso canto anche. Con zero pudore e pessimi risultati.
Quando aspettavo il Vandalo mi dicevano di mettere delle cuffie vicino alla pancia, che la musica fa bene al feto.
Lui mi implorava di non farlo, che magari Cocciante anche no povera anima.
Ma poi dico io, se la musica è un'arte, e lo è, dovrebbe darti delle emozioni.
E allora penso che va bene qualsiasi cosa, purché ti tocchi, ti commuova, ti diverta...
p.s.: che poi la Carrà non è che proprio mi piace, ma mi mette una tale allegria.....
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