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martedì 30 luglio 2013

va tutto bene

i miei uomini sono andati al pub stasera.
soli.
no mamma, tu no. è una cosa tra uomini.
le donne a casa.
a mangiare sbobbe da mocciosi e a vedere film e a coccolarsi come non si può quando c'è il vandalo in giro.
e poi la dietologa mi ha dato mezzo litro di birra a settimana.
che è una birra media. ma se dico mezzo litro mi sembra tantissimo.
e non pesavo così poco da cinque anni.
e compro vestiti e gonne e costumi.
e leggo roba figa.
e domani esco.
e venerdì pure, coi bimbi dai nonni.

insomma. va tutto bene credo.

sabato 25 maggio 2013

dei compleanni

e neanche il tempo di scoprire che mio figlio cambia donna come fosse un brad pitt qualunque

(...e invitiamo anche alessia alla mia festa.
.
.
e chi è alessia?
la mia fidanzata.
e giulia? non era giulia la tua fidanzata?
no mamma. ora giulia sta con stefano.  la mia fidanzata è alessia)

che la mamma di alessia mi chiama, per dirmi che certo, loro verranno alla festa del vandalo. (ma come? ma se noi non siamo andati mai alla festa di nessuno, che io sono brutta e gli inviti li butto senza neanche leggerli perché poi dovrei andare e stare quelle due tre ore a parlare di cose che ignoro o di figli o di pannolini e baby sitter e scuole comunali e graduatorie e.
che poi stupore nello scoprire che le mamme, quelle vere, ce li portano davvero i figli alle feste dei compagni di classe)
e non fa niente se io gli inviti li avevo mandati per educazione.
e non fa niente se io le feste le odio, quelle dei miei figli di più.
e non fa niente se la mia praticamente consuocera ha esordito dicendo 'signora, lei è la mamma di carlo?'

(signora? signora? signoraaaaaaaaaaaaaaaa??? a me????)

non fa niente, perché ora mi tocca fare conversazione ed essere educata e cordiale e ospitale.
tutte cose che non so fare.
e odio fare.
e mi deprimono.
e mi invecchiano.



per la cronaca. lui fa tre anni. alessia ne ha 5.
mio figlio sarà uomo da milf.

mercoledì 13 marzo 2013

mamma?


mammaaaaaaaaaaaaa?

dimmi amore (distrattamente. dovete immaginarla distratta la risposta)

mamma. il mio pisellino mi fa male.

devi fare la pipì? (già più attenta ora. non molto, giusto un po')

no mamma. il mio pisellino è di legno.
.
.
.
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non ci pensare amore. se ti distrai passa.


lunedì 5 novembre 2012

le vite degli altri

immagino sempre dei segreti inconfessabili nelle vite che incrocio.
immagino vizi ridicoli o paure ingiustificate.
costruisco storie da un paio di mani. o da una borsa.
di solito sono storie tristi.
lo faccio da che ho memoria.
da quando ragazzina tornavo a casa da scuola in metro. e osservavo la gente.
a volte vorrei non farlo.
a volte mi rovino la giornata.
come ieri.
che c'erano questi due, venuti a stare da me per 5 giorni, francesi.
un uomo e una donna. lui di origini italiane, napoletane.
lei grassa, brutta anche.
lui preciso, pulito, ordinato. impeccabile.
lui non ha mai incrociato il mio sguardo.
quelli che non ti guardano negli occhi io li trovo inquietanti.
come se se davvero gli occhi fossero lo specchio dell'anima uno che non ti guarda non ce l'ha un'anima. o non vuole fartela vedere.
comunque.
lui non mi guardava. non mi ha mai guardato, neanche una volta. e stavamo lì a gestire formalità, soldi, documenti.
e lui occhi a terra.
e allora sono andata via e pensavo che lui era un maniaco ossessivo e paranoico e quelle robe là che mi faceva trovare la grassona fatta a pezzi nella vasca.
e invece dopo i 5 giorni torno a prendere le chiavi e la grassona era ancora viva.
e loro avevano usato tutti e due i letti.
ma uno era praticamente solo scoperto, con le lenzuola pulite e ordinate.
e allora gli ho visto dentro lo stesso a lui, anche se non mi aveva guardato negli occhi.
nessun mistero, nessuna paranoia, nessun serial killer.
solo un uomo medio con l'amante.
che si vergognava.
che finge di aver dormito in due letti.
finge con me, che solo gli ho fittato l'appartamento.
un uomo medio che non li alza più gli occhi, chissà da quanto.
e mi è venuta addosso tutta la tristezza del mondo.

e niente.

preferivo il serial killer.

mercoledì 29 agosto 2012

M.

non era così che doveva andare.
e invece mogli e figli e famiglie e natali e pasque e feste comandate e assicurazioni sulla vita e fondi pensione.
e lavoro e mutuo e vacanze al mare che lo iodio fa bene. 
stavolta è tutto diverso.
tutto uguale.
stavolta non si torna indietro. stavolta facciamo figli. compriamo case. compriamo cose.
ma io non ti amo, sai? non ti amo. non ti amo più. non ti ho mai amata.
ecco, l'ho detto.
e già va meglio.
e già è più facile, ricominciare.
che poi lo so che resto qua.
con te. con voi.
fino a disprezzarmi. un altro po'. un po' di più.

tu, però, perdonami.

martedì 7 agosto 2012

di noi

latte e pane?
si. e anche coca e yougurt.
non posso, sono già fuori.
.
.
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ah, okkei.


ecco, io credo che è per cose così che chi non divorzia è un eroe.
perchè io avrei dovuto dire e che cazzo mi hai chiamato a fare. e invece ho detto ah, okkei.
ma.
quante conversazioni così puoi 'gestire' in una vita sola.
non lo so. credo non molte altre, io.

giovedì 14 giugno 2012

dell'imbarazzo

ragazze. donne tutte.
vi prego.
non parlate di calcio.
non fingete competenza.
non simulate interesse.
vi prego.
non siete più interessanti.
non siete più scopabili.
non siete meno oche.
siete solo posticce.

sono in imbarazzo. per voi.

lunedì 4 giugno 2012

tenerezze

Lui: domani voglio portare il Vandalo al mare. a far volare l'aquilone.
v.: ma io domani lavoro...
Lui: lo so. andiamo solo io e lui. è una cosa tra padre e figlio.è una cosa tra uomini.
v.: ah.