avete capito che fanno?
a Torino?
questa cosa qui.
mi piace talmente tanto, ma talmente tanto, ma talmente tanto.
e visto che io sono, diciamocelo, labile, ora voglio trasferirmi a Torino.
magari solo per oggi e poi torno.
(ma magari anche no)
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venerdì 31 gennaio 2014
martedì 22 ottobre 2013
quando ero piccola
mia nonna a volte per merenda mi metteva del caffè in un piatto e poi mi dava una fetta di pane da bagnarci dentro.
di piatto la fetta di pane, la dovevi bagnare su tutto il lato.
ci ho pensato e ho risentito l'odore il sapore e quel sentirsi grandi con il caffè.
e ho pensato anche che mia nonna è ancora viva. è del '17. ha mille anni. e io non la vedo da quanto? ogni tanto la sento.
ho pensato anche che spero i miei figli siano nipoti migliori di me.
di piatto la fetta di pane, la dovevi bagnare su tutto il lato.
ci ho pensato e ho risentito l'odore il sapore e quel sentirsi grandi con il caffè.
e ho pensato anche che mia nonna è ancora viva. è del '17. ha mille anni. e io non la vedo da quanto? ogni tanto la sento.
ho pensato anche che spero i miei figli siano nipoti migliori di me.
mercoledì 27 febbraio 2013
dei diritti e dei doveri
io l'ho fatto il mio dovere.
l'ho fatto perché è un mio diritto.
l'ho fatto perché mi piace quell'attimo solenne, in cui decidi della tua vita e del tuo destino e del futuro tuo e dei tuoi figli.
(risate di sottofondo)
no, davvero.
in mezzo a uccellini colorati e cartine dell'italia e collage di fiori, tu scegli.
scegli quello che somiglia di più alle tue idee.
scegli di cambiare.
scegli di non farlo.
scegli di crederci ancora, e sempre.
poi ti svegli e sei in italia.
l'ho fatto perché è un mio diritto.
l'ho fatto perché mi piace quell'attimo solenne, in cui decidi della tua vita e del tuo destino e del futuro tuo e dei tuoi figli.
(risate di sottofondo)
no, davvero.
in mezzo a uccellini colorati e cartine dell'italia e collage di fiori, tu scegli.
scegli quello che somiglia di più alle tue idee.
scegli di cambiare.
scegli di non farlo.
scegli di crederci ancora, e sempre.
poi ti svegli e sei in italia.
lunedì 5 novembre 2012
le vite degli altri
immagino sempre dei segreti inconfessabili nelle vite che incrocio.
immagino vizi ridicoli o paure ingiustificate.
costruisco storie da un paio di mani. o da una borsa.
di solito sono storie tristi.
lo faccio da che ho memoria.
da quando ragazzina tornavo a casa da scuola in metro. e osservavo la gente.
a volte vorrei non farlo.
a volte mi rovino la giornata.
come ieri.
che c'erano questi due, venuti a stare da me per 5 giorni, francesi.
un uomo e una donna. lui di origini italiane, napoletane.
lei grassa, brutta anche.
lui preciso, pulito, ordinato. impeccabile.
lui non ha mai incrociato il mio sguardo.
quelli che non ti guardano negli occhi io li trovo inquietanti.
come se se davvero gli occhi fossero lo specchio dell'anima uno che non ti guarda non ce l'ha un'anima. o non vuole fartela vedere.
comunque.
lui non mi guardava. non mi ha mai guardato, neanche una volta. e stavamo lì a gestire formalità, soldi, documenti.
e lui occhi a terra.
e allora sono andata via e pensavo che lui era un maniaco ossessivo e paranoico e quelle robe là che mi faceva trovare la grassona fatta a pezzi nella vasca.
e invece dopo i 5 giorni torno a prendere le chiavi e la grassona era ancora viva.
e loro avevano usato tutti e due i letti.
ma uno era praticamente solo scoperto, con le lenzuola pulite e ordinate.
e allora gli ho visto dentro lo stesso a lui, anche se non mi aveva guardato negli occhi.
nessun mistero, nessuna paranoia, nessun serial killer.
solo un uomo medio con l'amante.
che si vergognava.
che finge di aver dormito in due letti.
finge con me, che solo gli ho fittato l'appartamento.
un uomo medio che non li alza più gli occhi, chissà da quanto.
e mi è venuta addosso tutta la tristezza del mondo.
e niente.
preferivo il serial killer.
immagino vizi ridicoli o paure ingiustificate.
costruisco storie da un paio di mani. o da una borsa.
di solito sono storie tristi.
lo faccio da che ho memoria.
da quando ragazzina tornavo a casa da scuola in metro. e osservavo la gente.
a volte vorrei non farlo.
a volte mi rovino la giornata.
come ieri.
che c'erano questi due, venuti a stare da me per 5 giorni, francesi.
un uomo e una donna. lui di origini italiane, napoletane.
lei grassa, brutta anche.
lui preciso, pulito, ordinato. impeccabile.
lui non ha mai incrociato il mio sguardo.
quelli che non ti guardano negli occhi io li trovo inquietanti.
come se se davvero gli occhi fossero lo specchio dell'anima uno che non ti guarda non ce l'ha un'anima. o non vuole fartela vedere.
comunque.
lui non mi guardava. non mi ha mai guardato, neanche una volta. e stavamo lì a gestire formalità, soldi, documenti.
e lui occhi a terra.
e allora sono andata via e pensavo che lui era un maniaco ossessivo e paranoico e quelle robe là che mi faceva trovare la grassona fatta a pezzi nella vasca.
e invece dopo i 5 giorni torno a prendere le chiavi e la grassona era ancora viva.
e loro avevano usato tutti e due i letti.
ma uno era praticamente solo scoperto, con le lenzuola pulite e ordinate.
e allora gli ho visto dentro lo stesso a lui, anche se non mi aveva guardato negli occhi.
nessun mistero, nessuna paranoia, nessun serial killer.
solo un uomo medio con l'amante.
che si vergognava.
che finge di aver dormito in due letti.
finge con me, che solo gli ho fittato l'appartamento.
un uomo medio che non li alza più gli occhi, chissà da quanto.
e mi è venuta addosso tutta la tristezza del mondo.
e niente.
preferivo il serial killer.
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lunedì 30 aprile 2012
ancora insieme
ieri abbiamo festeggiato i quarant'anni di matrimonio dei miei genitori.
quarant'anni.
e ancora camminano mano nella mano.
ci sono stati anni duri. momenti bui. crisi più o meno profonde. fratture più o meno serie.
ci sono stati momenti di infelicità vera. separazioni più o meno durature.
piatti rotti e porte sbattute.
ricordo notti a piangere, con le urla nella stanza accanto e nella testa perché non si lasciano perché non si lasciano perché non si lasciano ripetuto all'infinito, per coprirle quelle urla.
ricordo io non mi sposerò mai.
ricordo ora mi alzo, mi vedono e smettono. e non smettevano mai.
ma ieri erano là, con figli e nipoti.
e mi sono sembrati felici.
forse è tutto qui. è camminare mano nella mano. ancora. nonostante.
quarant'anni.
e ancora camminano mano nella mano.
ci sono stati anni duri. momenti bui. crisi più o meno profonde. fratture più o meno serie.
ci sono stati momenti di infelicità vera. separazioni più o meno durature.
piatti rotti e porte sbattute.
ricordo notti a piangere, con le urla nella stanza accanto e nella testa perché non si lasciano perché non si lasciano perché non si lasciano ripetuto all'infinito, per coprirle quelle urla.
ricordo io non mi sposerò mai.
ricordo ora mi alzo, mi vedono e smettono. e non smettevano mai.
ma ieri erano là, con figli e nipoti.
e mi sono sembrati felici.
forse è tutto qui. è camminare mano nella mano. ancora. nonostante.
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lunedì 2 aprile 2012
è lunedì
c'è una bella arietta primaverile.
la Iena ha dormito sette ore di fila.
la bilancia segnava due chili in meno rispetto a lunedì scorso.
ho deciso di non usare più le maiuscole a inizio frase.
lavoro solo mezza giornata.
sono entrata di nuovo nei miei jeans preferiti.
non ho più fame giorno e notte. ora solo tutto il giorno.
il Vandalo ha mangiato tutto il pranzo.
mi è arrivato l'assegno di maternità.
ho comprato una canotta rosa fluo.
non mi sento ridicola con la canotta rosa fluo.
stasera usciamo. e per la prima volta in sette mesi non ci sarà nessuno sotto i trent'anni.
addirittura un concerto.
insomma è lunedì, ma io sono proprio felice.
la Iena ha dormito sette ore di fila.
la bilancia segnava due chili in meno rispetto a lunedì scorso.
ho deciso di non usare più le maiuscole a inizio frase.
lavoro solo mezza giornata.
sono entrata di nuovo nei miei jeans preferiti.
non ho più fame giorno e notte. ora solo tutto il giorno.
il Vandalo ha mangiato tutto il pranzo.
mi è arrivato l'assegno di maternità.
ho comprato una canotta rosa fluo.
non mi sento ridicola con la canotta rosa fluo.
stasera usciamo. e per la prima volta in sette mesi non ci sarà nessuno sotto i trent'anni.
addirittura un concerto.
sabato 25 febbraio 2012
tutti gli uomini sono stronzi?
Non mi piacciono le donne che amano lamentarsi degli uomini. Dei propri uomini.
Quelle che "tutti gli uomini sono stronzi".
Non è vero. Tutti gli uomini sono uomini. E qualche uomo è anche uno stronzo. Ma anche qualche donna è stronza.
Loro sono belli. A me piacciono molto almeno. E anche Lui mi piace molto. A volte fanno certe cose così belle, e tenere, e romantiche che ti fanno dimenticare di quanto sappiano essere anche stronzi.
E' da ieri che ci penso. Ho letto questo post qui, e trovo che sia fantastico che il tuo uomo ti definisca una meraviglia, una meraviglia nella tua normalità. Quando fanno cose così li amo, davvero..
E sono felice, perché sono cose così che non mi faranno mai pensare che tutti gli uomini sono stronzi.
Se ti sei scelta uno stronzo è perché gli stronzi sanno essere molto affascinanti.
Non è che io pensi che Lui sia perfetto, proprio no. Non lo vorrei neanche un uomo perfetto, che sai che noia..
Lui ha un certo numero di cose che mi piacciono molto, che mi fa distrarre sulle tante cose che mi piacciono meno.
Forse perché non ho mai sognato il principe azzurro, non ho mai dato importanza a fiori, bigliettini romantici, complimenti e dolcerie varie.
Forse perché sono le cose normali che mi fanno amare gli uomini.
Amo quando la mattina Lui fa il caffè. Sempre. Anche coi bambini che urlano e strillano e si cacano. Lui fa il caffè, e solo quando è pronto mi chiama. E io mi alzo.
Amo quando cucina per me.
Amo quando mi fa un regalo e non lo incarta, mai. Ma mi scrive un biglietto su di un post-it.
Amo quando sgrida il Vandalo e poi ci sta male.
Amo quando ordiniamo due pizze e ce le dividiamo. E Lui le fa scegliere a me.
Amo quando uno dei bambini ha la febbre, e Lui non riesce a dormire.
Amo quando mi dice che noi facciamo invidia.
Lui non è per niente male.
Alcuni giorni penso di aver pescato il jolly. Altri lo odio anche, ma quasi sempre penso il fatto del jolly.
Non credo neanche di meritarmelo in effetti uno così, ma ovviamente non glielo direi mai.
Quelle che "tutti gli uomini sono stronzi".
Non è vero. Tutti gli uomini sono uomini. E qualche uomo è anche uno stronzo. Ma anche qualche donna è stronza.
Loro sono belli. A me piacciono molto almeno. E anche Lui mi piace molto. A volte fanno certe cose così belle, e tenere, e romantiche che ti fanno dimenticare di quanto sappiano essere anche stronzi.
E' da ieri che ci penso. Ho letto questo post qui, e trovo che sia fantastico che il tuo uomo ti definisca una meraviglia, una meraviglia nella tua normalità. Quando fanno cose così li amo, davvero..
E sono felice, perché sono cose così che non mi faranno mai pensare che tutti gli uomini sono stronzi.
Se ti sei scelta uno stronzo è perché gli stronzi sanno essere molto affascinanti.
Non è che io pensi che Lui sia perfetto, proprio no. Non lo vorrei neanche un uomo perfetto, che sai che noia..
Lui ha un certo numero di cose che mi piacciono molto, che mi fa distrarre sulle tante cose che mi piacciono meno.
Forse perché non ho mai sognato il principe azzurro, non ho mai dato importanza a fiori, bigliettini romantici, complimenti e dolcerie varie.
Forse perché sono le cose normali che mi fanno amare gli uomini.
Amo quando la mattina Lui fa il caffè. Sempre. Anche coi bambini che urlano e strillano e si cacano. Lui fa il caffè, e solo quando è pronto mi chiama. E io mi alzo.
Amo quando cucina per me.
Amo quando mi fa un regalo e non lo incarta, mai. Ma mi scrive un biglietto su di un post-it.
Amo quando sgrida il Vandalo e poi ci sta male.
Amo quando ordiniamo due pizze e ce le dividiamo. E Lui le fa scegliere a me.
Amo quando uno dei bambini ha la febbre, e Lui non riesce a dormire.
Amo quando mi dice che noi facciamo invidia.
Lui non è per niente male.
Alcuni giorni penso di aver pescato il jolly. Altri lo odio anche, ma quasi sempre penso il fatto del jolly.
Non credo neanche di meritarmelo in effetti uno così, ma ovviamente non glielo direi mai.
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