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martedì 3 dicembre 2013

di leggende natalizie

siamo in ascensore, io e i nanetti.
andiamo a casa di amici.
a un certo punto la iena, sguardo in su
'mamma, cuata, c'è gesù'
alludendo non a mistiche visioni, ma all'immaginetta dello stesso attaccata alla porta da qualche tifoso
mentre io realizzavo che ancora esistono le figurine del cristo, mentre io realizzavo che la bimba conosce gesù, mentre io valutavo a quale nonna chiedere spiegazioni, il vandalo
'no, ma che dici, quello è babbo natale, vero mamma??'

cose così.

martedì 22 ottobre 2013

quando ero piccola

mia nonna a volte per merenda mi metteva del caffè in un piatto e poi mi dava una fetta di pane da bagnarci dentro.
di piatto la fetta di pane, la dovevi bagnare su tutto il lato.
ci ho pensato e ho risentito l'odore il sapore e quel sentirsi grandi con il caffè.
e ho pensato anche che mia nonna è ancora viva. è del '17. ha mille anni. e io non la vedo da quanto? ogni tanto la sento.
ho pensato anche che spero i miei figli siano nipoti migliori di me.

giovedì 24 gennaio 2013

sospiro.

sono andata al cinema.
ieri.
a vedere django.
che ho amato per tutte e tre le ore, nonostante fossi, lo ammetto, scettica.
ma in tre ore non ho guardato l'orologio neanche una volta, quindi mi sa che se un film di tre ore non ti fa guardare l'orologio neanche una volta merita.
comunque la notizia non è questa.
la notizia è che sono andata al cinema.
dopo secoli.
millenni.
certo allo spettacolo delle sette.
e certo, ho dovuto promettere il mondo ai nonni in cambio di quelle tre ori serali.
ma ci sono andata.
e mi sono ricordata quanto mi manca.

sospiro.

lunedì 10 settembre 2012

sputtaniamo la nonna

avete presente kevin spacey nell'ultima scena dei soliti sospetti?
quando allontanandosi smette di zoppicare e comincia a camminare normalmente.
quel momento di altissima arte.
ecco. mia madre.
sono convinta che quando non ci siamo nè io nè i bambini in giro lei cammini benissimo.
solo che ha riscoperto il piacere di essere libera, senza gente sotto il metro davanti al cazzo.
e quindi ha organizzato il bluff del secolo.
ma la sputtano. sono troppo stanca per fargliela passare.
si si, la sputtano.
appena si rilassa, io sarò là.

giovedì 21 giugno 2012

la nausea

ieri sera siamo andati al pub. tutti e quattro.
e siamo sopravvissuti.
senza neanche pentircene.
e addirittura ho bevuto due birre, senza dovermene scappare per arginare crisi di pianto e isterismi.

e oggi devo buttarmi nel cesso, che ho la nausea e lotto contro il vomito da quando ho aperto gli occhi.
ora, essendo un ex quasi alcolista non voglio credere che due birre piccole mi facciano subire oggi questi postumi da dopo sbronza. senza il divertimento della sbronza tra l'altro. a meno che non sia un raro caso di rigetto.

la seconda ipotesi non la voglio neanche pensare.

mentre scrivo, lasciandomi un'agevole varco verso il cesso, benedico l'assenza dei miei figli. in piscina (bastardi!) coi nonni.
e penso cose e prendo decisioni.
tipo, non aprirò il negozio. la fortuna di avere un'attività fallimentare.
penso che DEVONO tornare il più tardi possibile, che al solo pensiero di averli tra i piedi muoio.
o che oggi potevo fare il cazzo che volevo tutta sola e invece sto collassando sul divano. di pelle. nera. fresco insomma.
non farò un test di gravidanza.
chiederò a lui di non andare a lavoro stasera se non vuole vedermi morta a stretto giro.
sposterò la tesi di laurea dalla mensola all'ultimo ripiano della libreria, che la guardo e mi innervosisco. ogni volta. che poi lo dico e non lo faccio mai, troppo pigra.
e mi misurerò la febbre, che magari i brividi con fuori 35 gradi non sono tanto normali. ma i brividi sono una new entry. grazie a dio.

no ma vi aggiorno eh.


eh. 
aggiornamento
38,5. 
menomale. 
cioè nel senso meglio questo. 
quindi menomale.

sabato 16 giugno 2012

3.frivolezze

oggi mi sono voluta del bene. affetto in pausa pranzo.
una pausa pranzo che ha assunto improvvisamente la forma di un regalo di natale con la telefonata della santa nonna. che mi chiede se può tenere i bambini anche a pranzo, che tornano direttamente nel pomeriggio.
si. veloce, rapidissimo che ci ripensa.
tre ore senza due gnomi che chiamano urlano piangono cacano cadono.
senza neanche lui, che è a roma.
per un attimo ho avuto la tentazione di tornare a casa e svaccarmi sul divano. tentazione fortissima.
ma poi l'affetto ha trionfato.
parrucchiere e estetista in accoppiata vincente.
e ora capello cortissimo e smalto rossissimo mi fanno sentire una quindicenne.
(sbaglio o questa è una rima? vabbè.)
per dire, che a volte in un attimo puoi recuperare giorni e giorni di umore di merda.
con poco meno di 50 euro e un paio di nonni. a volte anche meno. io per esempio non ho pagato. tra commercianti. tu segna eh.

venerdì 4 maggio 2012

nonna bisnonna

io ho una nonna. l'unica ancora in vita. che ha 95 anni.
quindi i miei figli hanno una bisnonna.
ragionamento geniale. 
comunque.
il Vandalo oggi è andato a casa sua col nonno. mio padre.
ha passato una mezz'oretta con lei.
essendo un bambino affettuosissimo e molto fisico, pur avendola vista al massimo tre o quattro volte, la abbraccia e la bacia molto. 
e alle persone anziane queste cose si sa, piacciono.
quindi la nonna lo adora.
e gli ha regalato 50 euro. ma questo non c'entra. 
ora, il Vandalo è praticamente muto, se si esclude la parentesi americana che gli ha sciolto la lingua.
il che tra l'altro dimostra che non è che non sa parlare, è proprio che non ha niente da dire a noi. e neanche questo c'entra.
comunque.
nel suo mutismo, tra un abbraccio e un altro, al come mi chiamo io della nonna, domanda a cui nessuno avrebbe mai potuto immaginare seguisse una risposta, nello stupore generale (erano in tre Vandalo compreso, non un pubblico proprio wow) ecco che il Vandalo apre bocca e dice 'nonna vecchia'.

la cosa che più mi ha sconvolto di tutta questa storia non è stata tanto la risposta dell'ingenuo bambino, che da chi l'avrà sentito. né il fatto che per la prima volta abbia risposto a una domanda, che di solito ti guarda con sdegno e passa oltre.
quello che veramente mi ha sconvolto è stato che la quasi centenne nonna gli abbia poi detto, mi è stato riferito non senza una punta di risentimento, 'no Vandalo, non sono io. io sono nonna grande.'

eccoli lì, i punti di vista.

lunedì 30 aprile 2012

ancora insieme

ieri abbiamo festeggiato i quarant'anni di matrimonio dei miei genitori.
quarant'anni.
e ancora camminano mano nella mano.

ci sono stati anni duri. momenti bui. crisi più o meno profonde. fratture più o meno serie.
ci sono stati momenti di infelicità vera. separazioni più o meno durature.
piatti rotti e porte sbattute.

ricordo notti a piangere, con le urla nella stanza accanto e nella testa perché non si lasciano perché non si lasciano perché non si lasciano ripetuto all'infinito, per coprirle quelle urla.
ricordo io non mi sposerò mai.
ricordo ora mi alzo, mi vedono e smettono. e non smettevano mai.

ma ieri erano là, con figli e nipoti.

e mi sono sembrati felici.

forse è tutto qui. è camminare mano nella mano. ancora. nonostante.