sabato 10 marzo 2012
giovedì 8 marzo 2012
il giocatore
Nella mia casa da single, di ben 50 mq, una quindicina erano occupati da un soppalco-libreria che faceva il giro di tutta la stanza. Tipo film americano insomma.
E pazienza se poi dovevo mangiare in piedi appoggiata allo snack in cucina.
Anche perché poi i single mica mangiano a casa.....
Una cosa come 500 libri. Tutti scelti da me, comprati da me, letti da me. Nessuna eredità insomma.
E tutti rigorosamente divisi per autore. E in ordine alfabetico. E divisi da quelli ancora da leggere. Un altro numero importante.
Sono sempre stata un tantino fissata sull'argomento. Sorvolerò su tutta una serie di particolari da maniaca ossessivo-compulsiva alla Jack Nicholson in "qualcosa è cambiato", ma ne avrei da farmi ricoverare.
Sono l'unica cosa salva dal mio disordine patologico.
Tutta questa noiosissima premessa per dire, a chi è sopravvissuto agli sbadigli, che stamattina mentre contemporaneamente mi lavavo/lavavo la Iena/consolavo un Vandalo distrutto dal dolore/tiravo fuori dal freezer brodi vegetali e pranzi adulti/bevevo caffè e facevo quelle altre quattrocinquecento cose che faccio la mattina random prima di uscire, insomma nel pieno dell'inferno mi è caduto l'occhio sulla mia libreria.
E ho visto.
Ho visto vent'anni di letture nascosti dietro macchinine, elecamion, buzz lightyear, un camion dei pompieri e un pallottoliere gigante.
Ho visto Philip roth mischiato ad Edward Bunker.
Dostoevskij dopo di I love shopping (oh oh....).
Irvine Welsh vicino a Le mie prime parole.
Stefano Benni tra un Libro dei colori e un barbapapà degli anni 70.
Dov'ero io mentre succedeva tutto questo?
Dov'ero mentre i cubi di legno lasciavano la cesta dei giochi per appropriarsi della seconda mensola a destra?
Dov'ero mentre Olive Kitteridge perdeva la copertina?
La mia libreria è l'esatta metafora della perdita di tutti i miei diritti dovuti alla venuta vandalica.
E pazienza se poi dovevo mangiare in piedi appoggiata allo snack in cucina.
Anche perché poi i single mica mangiano a casa.....
Una cosa come 500 libri. Tutti scelti da me, comprati da me, letti da me. Nessuna eredità insomma.
E tutti rigorosamente divisi per autore. E in ordine alfabetico. E divisi da quelli ancora da leggere. Un altro numero importante.
Sono sempre stata un tantino fissata sull'argomento. Sorvolerò su tutta una serie di particolari da maniaca ossessivo-compulsiva alla Jack Nicholson in "qualcosa è cambiato", ma ne avrei da farmi ricoverare.
Sono l'unica cosa salva dal mio disordine patologico.
Tutta questa noiosissima premessa per dire, a chi è sopravvissuto agli sbadigli, che stamattina mentre contemporaneamente mi lavavo/lavavo la Iena/consolavo un Vandalo distrutto dal dolore/tiravo fuori dal freezer brodi vegetali e pranzi adulti/bevevo caffè e facevo quelle altre quattrocinquecento cose che faccio la mattina random prima di uscire, insomma nel pieno dell'inferno mi è caduto l'occhio sulla mia libreria.
E ho visto.
Ho visto vent'anni di letture nascosti dietro macchinine, elecamion, buzz lightyear, un camion dei pompieri e un pallottoliere gigante.
Ho visto Philip roth mischiato ad Edward Bunker.
Dostoevskij dopo di I love shopping (oh oh....).
Irvine Welsh vicino a Le mie prime parole.
Stefano Benni tra un Libro dei colori e un barbapapà degli anni 70.
Dov'ero io mentre succedeva tutto questo?
Dov'ero mentre i cubi di legno lasciavano la cesta dei giochi per appropriarsi della seconda mensola a destra?
Dov'ero mentre Olive Kitteridge perdeva la copertina?
La mia libreria è l'esatta metafora della perdita di tutti i miei diritti dovuti alla venuta vandalica.
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mercoledì 7 marzo 2012
l'apparenza inganna
Io ascolto musica improbabile. Ecco, l'ho detto.
Non avrei voluto confessarlo, che magari non sarebbe mai venuto fuori.
Ho anche provato a smettere, ma niente.
Mi sono costretta ad ascoltare fighissime playlist di Lui, grande intenditore invece.
Perché credetemi, mi piacerebbe da morire essere uno di quelli che ne capiscono moltissimo, che fanno i sofisticati o che hanno gusti così fighi da fare invidia.
E invece.
Non ho proprio orecchio.
E allora una canzone mi piace e basta, anche se è una merdata. E poi magari un capolavoro riconosciuto non mi dice niente.
Che magari mi vedi arrivare in vespa, giacca di pelle, tatuaggi, scarpe con le borchie, ipod nelle orecchie. E pensi chissà quale rock violento.
E invece c'è Raffaella Carrà che urla a squarciagola un "Pedro" d'annata.
E se posso canto anche. Con zero pudore e pessimi risultati.
Quando aspettavo il Vandalo mi dicevano di mettere delle cuffie vicino alla pancia, che la musica fa bene al feto.
Lui mi implorava di non farlo, che magari Cocciante anche no povera anima.
Ma poi dico io, se la musica è un'arte, e lo è, dovrebbe darti delle emozioni.
E allora penso che va bene qualsiasi cosa, purché ti tocchi, ti commuova, ti diverta...
p.s.: che poi la Carrà non è che proprio mi piace, ma mi mette una tale allegria.....
Non avrei voluto confessarlo, che magari non sarebbe mai venuto fuori.
Ho anche provato a smettere, ma niente.
Mi sono costretta ad ascoltare fighissime playlist di Lui, grande intenditore invece.
Perché credetemi, mi piacerebbe da morire essere uno di quelli che ne capiscono moltissimo, che fanno i sofisticati o che hanno gusti così fighi da fare invidia.
E invece.
Non ho proprio orecchio.
E allora una canzone mi piace e basta, anche se è una merdata. E poi magari un capolavoro riconosciuto non mi dice niente.
Che magari mi vedi arrivare in vespa, giacca di pelle, tatuaggi, scarpe con le borchie, ipod nelle orecchie. E pensi chissà quale rock violento.
E invece c'è Raffaella Carrà che urla a squarciagola un "Pedro" d'annata.
E se posso canto anche. Con zero pudore e pessimi risultati.
Quando aspettavo il Vandalo mi dicevano di mettere delle cuffie vicino alla pancia, che la musica fa bene al feto.
Lui mi implorava di non farlo, che magari Cocciante anche no povera anima.
Ma poi dico io, se la musica è un'arte, e lo è, dovrebbe darti delle emozioni.
E allora penso che va bene qualsiasi cosa, purché ti tocchi, ti commuova, ti diverta...
p.s.: che poi la Carrà non è che proprio mi piace, ma mi mette una tale allegria.....
martedì 6 marzo 2012
di Pippo
E' successo che stanotte la Iena ha vomitato.
Senza nessun apparente motivo.
Senza nessun apparente motivo.
E' successo che stava nel letto con noi.
E' successo che abbiamo dovuto cambiare le lenzuola e tutto.
E' successo che il Vandalo ha sentito il trambusto, e allora ha anticipato di un paio d'ore la venuta nel lettone.
E' successo che il Vandalo non fa più un passo senza Pippo.
E' successo che il suddetto Pippo è un esemplare parlante, inspiegabilmente di origini spagnole.
E' successo che ogni più piccolo movimento di uno qualsiasi dei quattro occupanti il lettone scatena la logorrea di Pippo.
E' successo che ogni volta che Pippo apre bocca Il vandalo ride, chissà perché poi.
E' successo che per riaddormentarci tutti ci sono volute almeno tre ore.
E' successo che poi la sveglia suona lo stesso, anche dopo notti così.
E io sono stanca, ecco.
E sarò una pazza fottuta, ma a me stare tutti e quattro cinque nel lettone mi piace. Moltissimo.
domenica 4 marzo 2012
venerdì 2 marzo 2012
non devi abbracciarmi
Oggi tristezza sparsa.
E vuoto.
E voglia di tornare a casa e abbracciare i miei figli.
E abbracciare anche Lui.
Che abbiamo litigato.
Che noi non litighiamo mai. Quasi mai.
Che ieri mi ha fatto dispiacere.
E oggi è arrabbiato con me.
Che c'entra che è Lui ad essere arrabbiato con me?
Succede sempre così. Mi fanno male delle cose, lo dico, che poi diventano montagne enormi e non fa bene a nessuno, mi passa e allora è Lui che si arrabbia, che certe cose non devo neanche pensarle figurati dirle.
E allora perché stanotte mi hai abbracciato?
E' la cosa più assurda della convivenza. Essere arrabbiati e dover comunque dividersi il letto, i pasti, le cose di tutti i giorni.
Se io sono arrabbiata con te non voglio neanche vederti, figurati dormire insieme.
E invece devo.
Però mica ti abbraccio....
E però neanche tu. Che altrimenti penso che ti è passata.
O forse è proprio questo il senso. Che quando sei grande puoi anche incazzarti, ma mica vuol dire che non ci vogliamo più..
Di giorno ti odio, ma di notte ti abbraccio.
Triste. Ma dolce.
E vuoto.
E voglia di tornare a casa e abbracciare i miei figli.
E abbracciare anche Lui.
Che abbiamo litigato.
Che noi non litighiamo mai. Quasi mai.
Che ieri mi ha fatto dispiacere.
E oggi è arrabbiato con me.
Che c'entra che è Lui ad essere arrabbiato con me?
Succede sempre così. Mi fanno male delle cose, lo dico, che poi diventano montagne enormi e non fa bene a nessuno, mi passa e allora è Lui che si arrabbia, che certe cose non devo neanche pensarle figurati dirle.
E allora perché stanotte mi hai abbracciato?
E' la cosa più assurda della convivenza. Essere arrabbiati e dover comunque dividersi il letto, i pasti, le cose di tutti i giorni.
Se io sono arrabbiata con te non voglio neanche vederti, figurati dormire insieme.
E invece devo.
Però mica ti abbraccio....
E però neanche tu. Che altrimenti penso che ti è passata.
O forse è proprio questo il senso. Che quando sei grande puoi anche incazzarti, ma mica vuol dire che non ci vogliamo più..
Di giorno ti odio, ma di notte ti abbraccio.
Triste. Ma dolce.
giovedì 1 marzo 2012
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